Sessione invernale vicina…qualche regola per evitare la catastrofe!

Per gli studenti, in particolare per gli studenti universitari, i mesi di Gennaio e Febbraio sono i mesi più duri dell’anno; seguono Giugno e Luglio. E’ proprio in questi mesi infatti che Antonio ed Anna (studenti medi italiani) si trovano a fare i conti con l’istruzione. Che sia la pagella o il voto su un libretto la situazione non cambia: spesso si resta sorpresi, altre volte delusi, talvolta si esce a stento da quell’evento distruttivo, altre volte tutto va secondo i piani.

Purtroppo, però, parte fondamentale di questo processo di auto-venerazione, per così dire, o di auto-distruzione è influenzato altamente dalle persone che ti sono accanto, in particolar modo da coloro i quali “si aspettavano di più da te” oppure “non possono crederci, stanno investendo il loro denaro per il tuo futuro”. Stiamo parlando, ovviamente, dei genitori.

Apprensivi, stressanti, gentili, piacevoli, odiosi, i genitori possono essere definiti in modo diverso secondo i casi.

Essendo ogni studente un caso clinico a se stante vi parlerò di Andrea (scegliamo un nome che può andare bene sia per uomo che per donna).

Andrea è all’università. E’ riuscito ad ottenere la maturità (diciamo con 70 un voto che non è pessimo ma non è neanche il massimo) ed è stato ammesso all’università dopo aver passato i test. Studia quotidianamente e ha già sostenuto esami di profitto. Se l’è cavata bene.

Giorno dopo giorno, però, la data dell’esame si avvicina e Andrea non sa proprio che aspettarsi.  Il quadro non finisce qui. Ci sono mamma e papà che, seppur sono sempre stati abbastanza comprensivi (Andrea dice:<<In genere i miei sono tranquilli>>!), si aspettano che Andrea passi gli esami. Ora qui sorge una domanda comune a tutti gli studenti: E SE NON VA? COME GLIELO DICO? IO LI DELUDO SE VA MALE!

Siamo al fulcro della questione. Purtroppo, cari mamma e papà dello studente medio, non importa se strigliate tutti i giorni i vostri figli con parole del tipo:<<Con la disoccupazione che c’è in giro il pezzo di carta serve! E serve subito e con buoni voti>>! (“Ok, vuoi anche un milione come premio laurea direttamente dal MIUR”? pensa lo studente medio.). Non importa se li consoliate:<<Dai, come va, va. Noi lo sappiamo che ti sei impegnato>>!

Lo studente è già nervoso! Voi potete fare poco o niente. Ecco, tanto per informarvi cosa dovreste evitare di fare.

E’ ASSOLUTAMENTE VIETATO:

1 ricordare quotidianamente, con una sorta di conto alla rovescia, che l’esame è vicino.

2 chiedere:<<Oggi hai studiato>>? COSA VI ASPETTATE CHE ANDREA VI RISPONDA?

FORTEMENTE CONSIGLIATO:

1 evitare domande banali. Se avesse bisogno di un consiglio Andrea sa dove vivete;

2 chiedere di tanto in tanto se si è nervosi o agitati (INUTILE FARLO TUTTI I GIORNI COSI COME E’ INUTILE DIRE! NON TI AGITARE. E’ PEGGIO)

3 nel qual caso sia andato male, fate la “predica”. Ci sta. Andrea lo accetta, solo dopo aver sbollito però.

 

OVVIAMENTE TUTTE QUESTE PAROLE NON HANNO UN RISULTATO ASSICURATO. PERO’ TENTAR NON NUOCE.

 

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