Tutto ciò è storia già vista.

Crisi. 

Una parola, mille significati; peccato che oggi, come ieri e un mese fa, i mass media, o meglio i politici e i loro fidati addetti stampa (perché ormai la maggior parte delle redazioni non sono altro che uffici stampa), parlino solo della crisi economica.

Spread, pil in calo, inflazione. Cifre virtuali di indici economici dei quali il comune cittadino, come me, non conosce nulla. Sappiamo solo che tutti questi valori sono in negativo e che se lo stato è in rosso il cittadino medio dovrà andare in rosso (anzi in nero) per risarcire spese di un governo, di qualsivoglia partito, che sperpera. Mi torna in mente il doppio albero di Natale che Alemanno comprò l’anno passato. Il primo non piaceva, quindi compriamo il secondo.

Così la borsa scende, le aziende perdono denaro e lo stato si impoverisce. Intanto, senato, camera e tutti gli altri tizi ben vestiti continuano a percepire uno stipendio altissimo, ad avere vitalizi, benefici e mille altre cose. Conducono una vita agiata sulle nostre spalle. Amici e concittadini non vi ricorda qualcosa? A me sembra di ricordare l’aristocrazia; in questo momento mi viene in mente solo quella francese ma anche quella italiana/inglese ecc. non fu da meno.

La crisi c’è. Ma nelle nostre menti, nei nostri animi. Un buon politico dovrebbe lavorare pro bono almeno finché non si risolva la questione; pensateci: se ci troviamo così è per colpa di un’intera classe che non ha fatto altro che giocare con i soldi dello stato Italiano come fossero i propri. Restituite tutto. È una sfida oltre che un dovere.

Guardo il telegiornale. Vedo che ieri a Roma ci sono stati scontri. Altri. Ragazzi ci rendiamo conto?

Giovani scendono in piazza per chiedere ciò che gli spetta di diritto. Ci sarà stata, OVVIAMENTE, qualche testa calda che da ambo le parti (polizia e manifestanti) abbia scagliato la prima pietra, lanciato un molotov magari. Ma ci rendiamo conto?

Quello che è successo ieri equivale ad un battaglia civile tra poveri, tra vicini di casa, tra persone che vivono la stessa condizione tutti i giorni.

Poniamo Marco, poliziotto. Ha due figli a carico e la moglie in cassa integrazione. Entrambi studiano all’università e, si sa, si spende per i figli. È davvero in crisi e non sa come pagherà la rata del mutuo e l’assicurazione che a giorni scade. Marco viene chiamato, deve andare in piazza perché ci sono gli studenti che fanno bordello.

Intanto c’è in piazza, tra gli altri, Luca che è stufo di vedere papà Marco stressato. Quella vita sta spezzando una famiglia che potrebbe essere felice. Così urla in strada i suoi diritti.Poi qualcuno più in là fa qualcosa e si scatena il finimondo.

Marco deve entrare in azione con gli altri e inizia a farsi spazio; nella confusione viene colpito da Antonio così si difende e lo butta a terra con una manganellata. Poi lo trascina fuori dalla folla. Marco non voleva atterrarlo così si trova tra le braccia suo figlio che piange e perde sangue dal naso. Antonio gli dice “Papà l’ho fatto per te.”Immagine

Mentre succede tutto questo nei palazzi i nostri governatori criticano i giovani. “Sono choosy, non capiscono cosa affrontiamo noi tutti i giorni per mandare la baracca. Qui c’è la crisi e loro pensano a dare altre preoccupazioni.” Questi sono i commenti detti in qualche stanza di un palazzo con lampadari di cristallo, parquet a terra da persone che solo per vestire spendono lo stipendio di Marco.

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Un pensiero su “Tutto ciò è storia già vista.

  1. giovannigiaccio ha detto:

    Dimenticavo di dire che: tutto ciò accade perché chi per una motivazione, chi per un’altra, combatte per un ideale.
    Si combatte e ci si annienta a vicenda mentre tutto ciò che sarebbe giusto fare è qui davanti agli occhi di tutti. La classe politica dovrebbe semplicemente rimpinguare le casse statali con ciò che ha sottratto loro in questi anni. Ciò sarebbe una boccata d’aria davvero piacevole. Aria fresca che rallegrerebbe queste tristi giornate.
    Il popolo, EFFETTIVAMENTE, si sacrifica tutti i giorni per il bene dello stato ma LORO no… LORO pensano e vengono pagati profumatamente per pensare.
    Ma, correggetemi, se sbaglio questo pensare a cosa ci ha condotto?
    Agli scontri di ieri,

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