Racconto: Fuori sede? Tu, qui non puoi entrare

Dovete sapere, che lo studente fuori sede medio è vittima di razzismo.

Ok, forse ho esagerato nel scegliere questa parola ma, se la si prende nel suo significato meno letterale, possiamo dire che è perfetta nel contesto d’uso. Mi spiego meglio: in ogni città universitaria che si rispetti, ci sono delle zone nelle quali c’è una maggiore popolazione di studenti; al contempo, in altri quartieri, il residente medio è nato, cresciuto e pasciuto in quella stessa città.

Caliamo questi esempi nel concreto, parliamo di Roma. L’università per la quale Roma è ricordata è La Sapienza (tant’è che quando dico che studio a Roma tutti mi dicono “Ah…com’è la situazione alla Sapienza?” ed io “Non studio alla Sapienza… Sto a Roma Tre!” Devo descrivervi la faccia dell’interlocutore? Non penso ce ne sia bisogno; immaginate un grosso punto interrogativo sul suo volto, vi basterà). Gran parte degli studenti della Sapienza, dunque, vivono dalle parti di Policlinico, Piazza Bologna (se parliamo per fermate metro, è più facile intendersi) qualche sporadico dalle parti di San Giovanni ma, il quartiere ‘Sapienzino’ per eccellenza è Tiburtina dove c’è un’alta percentuale di studenti universitari del primo ateneo romano.
Ma noi di Roma Tre?
Bella domanda! La Terza università, è la più giovane in tutta la capitale, quindi non ha ancora una zona preposta, per così dire, agli studenti quindi ci ritroviamo sparpagliati tra Viale Marconi, San Paolo, Garbatella, qualcuno a Ostia… E se invece uno di noi si trovasse ai piedi dell’Eur? DELIRIO.
Questa è la mia storia. Trovammo un appartamento nei pressi dell’Eur, come scrissi prima era fantastico ma c’era una grossa pecca: i condomini. Ebbene accade che la gente che vive lì giù non è per niente abituata agli studenti quindi, quando vede delle valige arrivare nel proprio condominio inorridisce. Pensano: porteranno feste, altri fuori sede, la droga girerà nel condominio, non si riposerà ed io non avrò più la mai vita tranquilla. E se poi sentono che il tuo accento è molisano? Caspita, peggio ancora: sei un po’ più a sud di Roma quindi ti ritrovi quasi come se fossi un immigrato che viene da Porto of Spain nella Londra di Selvon.
Accade perciò che tu, conoscendo i loro pregiudizi, fai di tutto per limitare i danni. Non basta!
Vi basta questo aneddoto per capire come vanno le cose in un condominio dove il proprietario medio è laureato ha un buon lavoro dunque dovrebbe avere una certa cultura. Vi racconto: Fuori pioveva a dirotto, ero distrutto dopo 8 ore di università, delle quali 4 erano state di Cinese. Entro in ascensore e sento una vocina “Scusi? Può aspettarmi?” Rispondo: “Certo!”
La signora entra.
“Lei vive al 3° piano? Al 25, giusto?”
“Si signora..” rispondo timidamente. “Dovrei farle una richiesta” continua lei così io rispondo “Dica pure signora..” “Sa..”attacca “io e mio marito lavoriamo distanti da casa e ogni mattina ci svegliamo alle 6… potreste fare meno rumore alla sera?”
Io imbarazzato rispondo “Se si riferisce a venerdì scorso, le chiedo scusa; è capitato che il nostro coinquilino avesse delle consegne e lo abbiamo aiutato a studiare fino alle 4 del mattino”
“No, no! Venerdì non vi abbiamo sentiti… è che c’è qualcuno che cammina dopo le 9…”
“Che cammina?!? Con noi c’è una ragazza, ma le assicuro che non indossa mai tacchi”
“Ma non è rumore di tacchi; noi vi sentiamo camminare! Anzi è proprio il suono delle scarpette da ginnastica! E tutto questo quando sono circa le 9.30”
“Con rispetto parlando, signora, ma noi rincasiamo spesso alle 8. Ceniamo e si, camminiamo ma non credo sia scritto da qualche parte che non si possa fare. Restiamo con le scarpette proprio per evitare di mettere le ciabatte che in genere frusciano sul pavimento…”
“Ecco” continua la signora quando siamo arrivati al suo piano “se si potesse evitare di camminare dopo le 9…”
“Scusi.. Ma ci rendiamo conto di quello che sta chiedendo? Non credo si possa evitare signora. Mi spiace se le creiamo fastidi ma, sa, abbiamo delle gambe…” Detto questo schiaccio il bottone e salgo a casa infuriato.
Forse non è razzismo contro i fuori sede. Sarà una parola forte, lo ammetto. Di sicuro è ‘cretinaggine’ (passatemi il vocabolo) di certe persone…

Originariamente pubblicato su Tribuna Italia

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