#Filosofeggiando: godiamoci il momento

Non facciamo altro che vivere le nostre esistenze ponendoci degli obiettivi, fin da quando siamo piccini.
“Quando saprò andare in bici senza rotelle…” viene sostituito da “Quando avrò un mountain bike” e poi “Appena mi arrivano i pattini a rotelle!”  In seguito, aspettiamo i 14 anni per il motorino e 18 per la macchina, il diploma per le grandi fughe.

Aspettiamo, e dopo ogni piccola vittoria ci prepariamo alla prossima sfida. Quello che mi chiedo è: ma sarà giusto andare così avanti?

Io sono uno di quelli che, pur essendo ancora all’università, ha cominciato il praticantato da giornalista. Sono quello che pur scrivendo per un giornale locale si guarda sempre intorno perché “non si sa mai, magari trovo l’offerta giusta al momento giusto!”
Mi dicono “Fai un passo alla volta! Ora pensa al giornale e agli esami” ed io automaticamente rispondo “Si, hai ragione! Ma sai, la testa ha bisogno di fare pensieri positivi…”

Allora mi domando: tutta questa corsa continua dove ci porta? Al primo liceo, i professori ci chiedevano come mai avessimo scelto quella scuola e quali sogni avessimo. Dunque, non si tratta solo di una questione caratteriale. È il mondo che va così. Ti fanno guardare oltre, alla ricerca di un futuro migliore anche se, di recente, c’è un presente incerto e un futuro praticamente nullo.

Davanti a tutto questo, quindi, l’altro giorno riflettevo: che senso ha correre? Mi spiego, festeggio l’iscrizione ad un albo professionale, per il quale ho sudato per ben due anni e dopo il fugace momento di gloria mi chiedo: ora che viene? No! Così non va e non può andare.

Fare programmi e progetti sarà pure giusto perché ci serve per mettere a fuoco quelle che  sono le nostre intenzioni. Qualcuno tempo fa mi disse:”Hai mai giocato a freccette? La vita è così. Tu miri al centro e la freccia va nei cerchi più esterni però, poi, piano piano lavorando sodo ti avvicini a raggiungi il pallino nero!”

Di quelle parole, ascoltate in un soleggiato pomeriggio di aprile, ne ho fatto il mio mantra tuttavia solo oggi mi rendo conto che ci sia bisogno di moderazione: è bene avere degli obiettivi chiari e preparare una strategia per raggiungerli ma è altrettanto necessario godersi il viaggio e assaporare l’amaro che lascia una sconfitta, gustarsi la dolce vittoria e apprezzare anche l’insipida quotidianità.

Se non facessimo tutto questo, credo che perderemo semplicemente lo spettacolo. Se non provassimo a vivere il momento, alla fine avremo solo tanti obiettivi raggiunti, tanta stanchezza e niente più.
Avremo reso una vita inutile e, onestamente, non ho proprio voglia di ridurla uno stupido elenco puntinato.
Deve essere un racconto, con tanti ampi capitoli.

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