Racconto: asciugatrice fai da te

Le lezioni iniziano; e la tua routine diventa sempre più regolare.

Sveglia, prepari il caffè mentre controlli face book sul cellulare, poi ti prepari il latte, fai arieggare la camera mentre fai colazione con un bel cartone animato che ti fa compagnia; viene il momento della doccia, ti vesti, rifai il letto, chiudi le finestre, chiudi la chiavetta del gas e, finalmente esci di casa.
Cammini fino alla fermata, prendi il bus. Sono solo le 7.45 e già sei sfinito.
Ebbene si. Quando ti iscrivi all’università credi di condurre chissà quale vita. In realtà l’unico momento di “pazzia” è il week end quando, diciamolo, si contano sulla punta delle dita i minuti durante i quali sei sobrio. Tutto il resto della settimana? Noioso quanto un ragioniere di una scuola materna.

Ad ogni modo, credi di essere preparato a tutto; hai una routine ferrea ed un programma che ti consente di organizzare la tua vita da studente ma, ammettiamolo, con le faccende di casa sei un disastro. Il primo problema è il bucato: riempi il cestone della biancheria ma, siccome vuoi fare l’ecologista, aspetti ancora un po’ finché una mattina accade che…

Sono le 7.35 e ti stai vestendo. Siete tu e il tuo coinquilino. Sei ancora in accappatoio, apri il cassetto della biancheria intima e… “Porca miseria! Non ho più mutande!” (Ok, il porca miseria in realtà era un’imprecazione contro le donne di facili costumi).
“Michè” chiedi al tuo coinquilino “se non ti schifi, mi presti un boxer. Sennò devo andare all’università senza mutande!”
“Li ho tutti a lavare, fatta eccezione di uno che mi serve oggi!” risponde e poi aggiunge “gli altri sono stesi… sono ancora umidi”
“E se li metto in forno e li asciugo?”chiedo . “Prova…”risponde lui.
E così accendo il forno e lo metto a 50 gradi con la speranza di asciugare il tutto; sapete chi ci ha salvati dal disastro?

La nostra coinquilina che, dimenticato il cellulare, è tornata a casa e ci ha trovati ad osservare il forno.
“Quella non è la televisione” ha detto ridendo. “Che fate?” ci ha chiesto incuriosita; “Faccio asciugare le mutande” ho risposto, come se fosse ovvio.
“Ma sei cretino! In forno? Tu ci mandi a fuoco casa!”
“Ma è ventilato! Mica ho messo la griglia…” (IDIOTA!)
“Cretino! Togli tutto!” ha urlato mentre staccava la presa del forno.

Volete sapere com’è andata a finire? Michele si è ricordato di avere un costume, quindi sono andato in facoltà con un pantaloncino verde militare che faceva un fracasso assurdo (avete presente quel frusciare dei costumi, no?). Sarà stata una mia sensazione ma sembrava che dalle mie cosce venisse il rumore più forte del mondo, tanto da superare il casino che fa la metro quando passa dietro la facoltà. Per non parlare poi di quanto sia comodo un costume che ti arriva sulle ginocchia mentre indossi un jeans che ti va stretto….

Origanariamente pubblicato su Tribuna Italia

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