Diario dello “pseudo-tuttofare” giorno #2

Lo pubblico con netto ritardo sebbene ciò che scrivo è quello che la mia mente malata ha partorito ieri mentre davo una mano di fissante al bagno del futuro negozio di mia sorella.

Mi guardavo intorno e pensavo che tutto ciò che ho, direttamente o indirettamente, è frutto delle fatiche dei miei genitori. Questo computer, dal quale sto scrivendo, per esempio, l’ho comprato dopo aver lavorato per un’estate intera. Indovinate dove? Proprio lì, nell’officina meccanica di papà.

E se mio padre non l’avesse avuta?

Pubblico questo post qui, a casa mia, un immobile nel centro storico di Agnone comprato dai miei  con tanti sacrifici e costruito con la forza delle mani di mio nonno e suo figlio -ovvero mio padre. Mamma, nonna, zia ecc. venivano qui il sabato dopo cena a tinteggiare per risparmiare denaro.

Hanno lavorato duro, i miei genitori e lo hanno fatto solo per creare una famiglia che fosse stabile e che fosse capace di dare a noi due (me e mia sorella) una vita semplice e dignitosa.

Ora, alla luce di tutto questo, con il pennello alla mano, mi sono chiesto: ma io potrò fare lo stesso?

Papà, dopo il servizio militare, è riuscito risparmiando ad aprire la sua officina meccanica, ingrandendola ed aumentando i servizi offerti anno dopo anno. Ciò significa che a soli 22 anni, mio padre aveva un negozio di sua proprietà. Quindi io, che a novembre ne avrò 23 di anni, sono già in ritardo.

Certo, ho fatto una scelta diversa. Ho intrapreso l’università ma resta il fatto che anche dopo la mia tanto agognata triennale probabilmente non sarò in grado di aprire una mia attività. E perché?

Semplice perché qui da noi, in Italia, c’è una crisi economica che fa paura e che spaventerebbe perfino il più lungimirante ed ottimista Mark Zuckerberg.

Si tratta di una situazione che è peggiorata nel corso di pochi anni. Parlo con mio cugino acquisito, classe ’87. Lavora da quando aveva 19 anni perché non si sentiva portato per lo studio. Ora a soli 27 anni vive in una casa di proprietà con mia cugina che, invece, con la sua laurea è riuscita a trovare un ottimo lavoro.

Dunque, con o senza laurea, il lavoro non si trova. E perché? Sembrerà populismo o demagogia ma la risposta alla domanda è sempre la stessa: la crisi economica, un qualcosa che non sembra avere fine, un cancro che solo una buona politica avrebbe potuto asportare e curare. Allora sale la rabbia e penso che mentre Grillo, Renzi, Alfano e così via litigano per contendersi una stupida maggioranza qui i ragazzi come me si trovano ad affrontare la realtà dei fatti: non ci state rubando il futuro, ci state fregando il presente, cazzo!

Si, perché sarò pure fuori corso ma ho comunque un tesserino da pubblicista e -in altri tempi- questo mi sarebbe bastato per trovare un impiego dignitoso RETRIBUITO, in un quotidiano locale. In altri tempi, internet avrebbe reso ricchi tutti invece ora in rete c’è l’ennesima guerra tra poveri.

Insomma davanti a questo spettacolo tragicomico mi domando: ma voi, deputati e senatori, gente di alto “rango”, riuscite a capire che avete di fronte un paese che spala fango mentre voi blaterate dalle vostre poltroncine calde e asciutte? Lo capite?

Voglio concedervi il beneficio del dubbio. Voglio credere che siete talmente cretini e coglioni da non riuscire a realizzare che l’Italia è disperata. Se così non fosse, se foste capaci di intendere e volere, sarebbe peggio. Vorrebbe dire che siete veramente e semplicemente una sottospecie di essere umano, la più infame che esista.

E, a questo punto, avevo finito di tinteggiare quindi mi fermo qui perché altri insulti non voglio né scriverli, né pubblicarli.

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