Diario dello “pseudo-tuttofare” giorno #3

È successo ieri. Prima di iniziare a lavorare ho dato uno sguardo a Facebook e mi sono imbattuto in uno status pubblicato da Riccardo Bocca.

Sembrava fosse finita così ma, oggi, invece, nel silenzio del locale -nel quale sto lavoramdo- ho cominciato a riflettere su quanto affermato nel post. E, purtroppo, non ho potuto dargli torto, a Bocca.
Status Bocca

Secondo il giornalista de “L’Espresso“, infatti, il nostro sarebbe un paese ipocrita e contraddittorio dove “si spara addosso ai politici, e ai loro mille ladrocini, salvo poi stentare a produrre fattura”. Così, nella quiete di quello spazio vuoto, accompagnato dal fruscio del pennello che colorava quelle mura, appena costruite e intonacate, mi sono detto: diamine, è tutto assolutamente vero.

Con la memoria, sono andato indietro ed ho ripensato a quando, durante una cena, parlando di migranti, ho cercato di far capire che questi ragazzi hanno un vissuto che non potremo mai capire, un passato che ho conosciuto grazie al giornale ma che pochi potrebbero empatizzare pienamente.

Ho difeso la loro scelta davanti a miei amici che sostenevano che fosse disastroso il loro arrivo qui, nello stivale. Loro, seduti al mio stesso tavolo, però ritenevano ingiusto che paesi come la Svizzera volessero impedire agli italiani di cercare lavoro nei propri confimi. Dunque, non è ipocrisia?

La gente della Romania, sempre secondo una di queste persone, viene qui e ruba il lavoro ai connazionali però è una ricchezza per imprenditori come il padre che giudicano conveniente la loro assunzione perché “paga qualcosa in meno” (dandogli uno stipendio più basso, ndr).

Poi, il mio cervello mi ha spedito in un altro momento della mia vita, quando ero insieme ad un altro amico che mi parlava di una politica ladra a base di clientelismo. Poi, un secondo dopo, lo stesso, mi spiegava che aveva ottenuto un “favore” dal cugino del fratello dello zio che gli aveva fatto bypassare una fila per una procedura medica. Non è questo clientelismo?

Sento di aspiranti giornalisti che vogliono iscriversi all’ordine per non pagare il biglietto di musei e partite delle leghe minori. Non è questa una sorta di “truffa”? Perlomeno, lo è nei confronti di chi vuole davvero operare nel settore.

Insomma, Bocca ha ragione ed io credo che negarlo sia inutile ed ipocrita.

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