Wow. Sono circondato da “scarse intelligenze”

Onestamente, avrei voluto dedicare più tempo ad un post come questo. Avrei voluto, parlare più accuratamente e, quasi sicuramente, lo farò; tuttavia, oggi -un po’ più stressato ed incazzato- ho deciso che devo sfogarmi e lo faccio qui, dove il mio messaggio può arricchire qualche mente stolta. Almeno, questo è quello che spero.

Da tre anni mi occupo di giornalismo locale( forse lo saprete già ma, non si sa mai: magari c’è qualche nuovo folle che decide di leggermi!). Questo significa che tutti i giorni mi ritrovo a fare i conti con storie e persone differenti. E, devo ammetterlo, i miei concittadini non smettono mai stupirmi.

È noto che prima o poi un giornalista diventerà antipatico (o meno simpatico) per quello che scriverà o per come lo farà. Arriverà un momento in cui il cronista porterà alla luce un notizia, un fatto che non vi piacerà oppure si schiererà a favore di una causa che voi non appoggiate. Infine, è plausibile che esprimerà il suo giudizio e che questo non coinciderà con il vostro modo di vedere le cose.

Succederà. Lo so io, lo sapete voi, lo sanno tutti. È come in amicizia: presto o tardi si discuterà, si bisticcerà e si cadrà nel silenzio e poi si farà pace. Dunque, è chiaro: bisogna aspettarselo.

Nella vita professionale -se così possiamo definirla- ciò che mi stupisce è la reazione di alcuni soggetti (scusate, ma devo definirli così) a questo tipo di eventi. C’è chi commenta pubblicamente, scatenando dibattiti (vivaddio!) oppure ci sono lettori che decidono di chiederti spiegazioni in privato (ottimo!). Infine, c’è la terza opzione: cadere nel mutismo, fingere indifferenza salvo poi comportarsi immaturamente.

Per esempio, voi che fareste se io pubblicassi un articolo che promuove un vostro progetto? Non lo condividereste con i vostri amici su Twitter? Lo fareste anche se ci sono state delle ruggini? Io si, alla fine è tutta pubblicità che fa bene a me.
Ed è qui che casca l’asino. C’è gente, infatti, che -convinta di fare danno a me, articolista- tace su qualsivoglia scritto con la mia firma. Al contrario, cita cronache di altri colleghi.

Sconcertato. Questo è l’attributo che meglio mi descrive davanti a comportamenti come questi. Un altro aggettivo è sorpreso: si può essere più sciocchi?

Bah!

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