Chi cerca, trova!

Al mondo esistono quelle persone che con un certo charme riescono ad agire delicatamente ed elegantemente in qualsivoglia situazione. Si tratta di quella gente che in ogni contesto, sceglie le parole giuste, il tono appropriato, e le barzellette adatte. Io, ahimè, non sono una di quelle.

Faccio questa premessa perché le righe appena scritte giustificheranno molte delle cose che potrete leggere qui, in questo spazio come -per esempio- l’aneddoto che vi racconterò immediatamente.

Sabato notte, sono le 2.40 (orario nuovo) quando mi metto a letto. “Niente sveglia per domani. I week-end dormo fin quando voglio” mi dico anche se, un attimo dopo ricordo a me stesso “Già… c’è la gara del dolce. Devo scrivere il pezzo. Oh, dai, appena mi sveglio, vado”. Così, trovata una soluzione crollo!

Al mattino dopo sono solo le 9.19 quando apro gli occhi ed un mare di notifiche whatsapp già hanno riempito la barra del telefono. Sono ancora a letto quando dall’Oratorio mi chiamano per chiedermi di andare. Confermo. Scendo a fare colazione e mi godo il cornetto alla Nutella che mamma, come ogni sacrosanta domenica che si rispetti, ha comprato (Si! Sono abituato troppo bene!)

Dopodiché salgo su e vado a lavarmi e vestirmi. So che ormai è tardi e che se inforcassi gli occhiali da vista, farei prima ma ho le lentine aperte e voglio sfruttarle quindi decido di indossarle, pur sapendo che perderò tempo (visto che sono goffissimo ed ho sempre troppi problemi a farle aderire).

Occhio destro: sciacquo la lente, reidrato e provo a metterla. Tentativo nr 1, fallito. Stesa cosa per il nr 2 ma al 3 ce la faccio e con un “YEAH” interiore passo all’occhio sinistro. Sfrego la lente, dopo averla imbevuta di liquido la risciacquo e mi preparo. L’indice punta dritto alla parte bianca della pupilla, e preme. La lente sembra aver aderito ma presenta un piccolo rigonfiamento quindi chiudo l’occhio ed ho la geniale idea di tamponare la palpebra chiusa con un’asciugamano.
Avverto uno strano spostamento dopodiché il bruciore svanisce. Apro l’occhio e  con la vista appannata non mi sembra di trovare la lentina. “Impossibile” mi dico quindi accendo la torcia del cellulare e me la punto in faccia. Nada. Quel cerchietto bluastro intorno all’iride non c’è. “Deve essermi caduta” mi rassicuro iniziando a cercare nel lavandino per poi passare a tastare disperatamente il pavimento prima di toccare t-shirt e pantalone. Niente, nothing, nisba!
Della lente, nessuna traccia. Sto per arrendermi quando provo a chiudere nuovamente l’occhio e, solo allora, avverto un certo fastidio, come un pizzico lì, sul retro. Con il dito ispeziono l’occhio chiuso e sento che nell’angolo fa male. Per verificare, faccio pressione nello stesso punto dell’altro occhio ma lì va tutto bene quindi premo più forte.
“Cazzo! Vuoi vedere che la lente è andata dietro?” Mi avevano detto storie simili ma pensavo fosse una sorta di leggenda metropolitana. Invece…

Ragazzi, a quel punto il panico ce l’avevo tutto io. Penso: vivo in un paese dove l’ospedale è quasi in chiusura. Se mi recassi lì non ci sarebbe un oculista quindi non avrei risolto niente. Dovrei andare ad Isernia con il rischio che nemmeno lì potrebbero aiutarmi. Dentro non la posso lasciare. L’ottico non lo posso chiamare e a casa nessuno può aiutarmi. “Cazzo faccio?”

Istintivamente provo a chiamare ad una mia amica ma non risponde allora richiudo l’occhio e tasto di nuovo. Ora la sento, è lì quindi provo ad aprire e vedo che c’è una cosa blu nell’angolino. Con l’indice la sposto e la tiro fuori. La maledico, la ripulisco e la rimetto.

Correndo, vado verso la macchina e mi affretto verso il luogo dove si teneva la gara del dolce. Arrivo e parcheggio ma devo ancora entrare nella sala dove la giuria starà ancora assaggiando i dolci. Mi precipito come un pazzo con la tracolla in mano ed irrompo nella stanza. Con il fiatone dico: «Buong…ior…no».
Lo staff: «Ma sei in super ritardo»
«Si, lo so. Ma ho perso una lentina nell’occhio».
Sguardo attonito. Mi fissano poi ritornano ai dolci e ne avranno ancora per un po’ prima di dichiarare il vincitore.

Dunque, perdere una lente a contatto dentro al proprio bulbo oculare?
✔Fatto!

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