Treni da schifo, la cima di una #montagna di disinteresse

C’è sempre stato qualcosa di romantico e di poetico nei treni.
Fin da piccolo, ne sono stato affascinato. Mi piaceva l’idea di poter incontrare ed osservare gente nuova, di poter leggere si quel sedile consumato e di guardare i panorama.

Ero convinto che quell’atmosfera, che tanto mi ero immaginato, fosse vera. Dico ero perché poi sono salito sui vagoni che collegano il Molise con Roma e lì ho dovuto fare i conti con la dura, sovraffollata, rumorosa e ritardataria realtà.
Ho trascorso tante di quelle ore su quel treno che ne ho quasi la nausea. Ogni volta la storia è sempre la stessa: ritardi e sovraffollamento. Tant’è che più volte ho deciso di parlarne nei miei articoli. Scrissi, per esempio: “Il binario 9 e ¾ di Harry Potter va a Campobasso” e “Treni: Campobasso-Roma, i viaggi maledetti“.

Oggi, perciò, scorrendo la bacheca Facebook leggo un articolo di Repubblica in cui si fa riferimento ad un rapporto di Legambiente che ha redatto la top ten delle peggiori linee ferroviarie. Al nono posto spunta il Molise. Un’altra bella medaglia per il “muro del pianto” molisano.

Leggendo questo pezzo, ripensando ai miei non può che venirmi fuori una risatina isterica. Ragazzi, siamo nel 2014! Esistono treni magnetici che vanno a 500 chilometri orari e noi non riusciamo ad avere nemmeno una linea elettrica (si i nostri sono a motore o forse, addirittura, a carbone!). Insomma: ci si chiede ma è così difficile pensare a risolvere questi piccoli problemi?

Provo a svelare un segreto ai politici (magari sono in ascolto!). Noi cittadini siamo fessi: se iniziaste a farci vivere una vita dignitosa, torneremmo a votare e magari voteremmo anche voi. Le preferenze date ad ex-comici (con linee di controllo alquanto preoccupanti) ritornerebbero a casa. Magari, mi permetto di dire, se la piantaste di giocare a “chi fa la voce più grossa impelagandosi in loschi affari” potreste dedicare attenzione a quelle che sono le vere esigenze dei sudditi. E sapete che succederebbe? Guadagnereste consensi.

Perciò, smettetela di fare i bambini! Non è ora di giocare! Ora si fanno i compiti!

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