Amsterdam, l’Epifania che il Natale BRUCIA via

Un anno fa non mi trovavo qui (direte: bé, nemmeno io ero nello stesso preciso punto!). Tuttavia, per me, la faccenda è un tantino diversa. Si, lo è perché l’ultima Epifania, quella del 2014, io l’ho vissuta ad Amsterdam, con i miei cugini, dove insieme abbiamo trascorso un fantastico week-end prima di rituffarci nella routine universitaria o lavorativa, a seconda dei casi.

L’anno scorso, perciò, celebravo questa triste festa in una città straniera dove, paradossalmente, avvertivo ancor di più l’amaro sapore delle vacanze che volgono al termine. Perché?

Ve lo spiego subito. Eravamo in giro per le strade della città nordica quando iniziamo a vedere che il traffico di biciclette aumentava sempre più. Non solo! Infatti, ai mezzi a due ruote erano attaccati degli alberi di natale che venivano trascinati dai ciclisti senza alcuno sforzo (ma che diamine di forza hanno ‘sti rachitici?). «Dove andranno?» ci chiedemmo io e i miei compagni di viaggio quindi decidemmo di seguire il flusso.

Così, ci ritrovammo a Musumplein dove troneggiava un immenso falò circondato da migliaia di persone che lo osservavano con occhi trasognanti. In sottofondo la musica suonata dalla banda che, a pochi metri di distanza, riempiva l’aria di note.
«Ma che sta succedendo»? chiese uno di noi. Ci informammo e qualcuno ci disse che si trattava di una tradizione, con radici pagane, che prevede la distruzione del legno vecchio. (49)
Pare, infatti, che l’appuntamento (a circa una settimana dal capodanno) sia una sorta di rituale di buon auspicio affinché l’anno nuovo venga liberato da tutte le “vecchie” grane dell’anno appena trascorso.

Ora, agli occhi dell’olandese medio tutto questo sarà naturale. Trasportare un albero di due metri in bicicletta è regolare così come bruciarlo in piazza ma per me, l’italiano medio, NO! Ricordo che l’anno scorso, davanti a quello spettacolo infuocato, mi dissi: «porca miseria! Sono finite le vacanze! Da dopodomani si ricomincia! Ohi mamma»!

Così, oggi, quando sono finite le vacanze e mi tocca studiare non posso che tornare con la memoria all’anno passato, quando ero in vacanza e pensavo agli esami che arrivavano. Tuttavia, una costante c’è: questi maledetti appelli! Ma questa è un’altra storia. Metto a tacere la coscienza e cerco di non pensarci.

Buona Epifania!

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