Lanciano: «Il Premione? Forse non ci sarà un proseguo»

logo medaglione AGNONEAGNONE – Ha compiuto vent’anni l’Università delle Generazioni, associazione che dal 2012 si preoccupa di premiare i cittadini volenterosi per l’impegno propulso a favore del  bene dell’area.

È ora più che mai che le nostre comunità necessitano di volontari, cittadini, imprenditori e professionisti che si applicano quotidianamente per la comunità, mettendo a disposizione le proprie conoscenze e propri mezzi.

Difatti è proprio a questi che l’Università delle Generazioni, presieduta dal giornalista Domenico Lanciano, ha pensato di donare un riconoscimento, regalando una pergamena ed un medaglione di bronzo.

A seguito dell’edizione 2015, ho deciso di fare una breve intervista al fondatore dell’Università. Ho contattato Domenico (conosciuto come Mimmo) e gli ho posto qualche domanda.

Com’è nato il premio e perché?
L’idea era quella di creare un clima più favorevole per la crescita del nostro paese. Diciamo che voleva essere un incentivo a fare di più e un premio per chi, invece, si fosse già prodigato per il bene della comunità, mettendo a disposizione le proprie conoscenze, le proprie professionalità.

Quando è nato e chi sono stati i vincitori?
Il tutto è cominciato nel 2011, circa. L’Università delle Generazioni ha premiato persone come l’ex direttore delle Biblioteca Antonio Arduino, il responsabile del presidio turistico Antonio Camperchioli, l’ex assessore Armando Marinelli ma anche Pierluigi Marcovecchio; infine anche alcuni colleghi come Adele Moauro, Adelina Zarlenga, Vittorio Labanca.

Pochi giorni fa, precisamente il 16 novembre, il Premione Speciale per il ventennale dell’associazione. Sul podio l’imprenditore Giuseppe Marcovecchio, i giornalisti Mary Bucceri,  Fabrizio Fusco e il sottoscritto (qui il mio commento). Mi sono chiesto: quali prospettive per il futuro di questo riconoscimento?
Molto probabilmente questo appena assegnato dei 20 anni di Università delle Generazioni sarà l’ultimo. Non escludo che ce ne possano essere altri, ma temo che tale esperienza finisce qui.

Come mai? Cosa ti sarebbe piaciuto che diventasse il Premio di Agnone?
Il premione di Agnone è solo l’ultimo dei tentativi che abbiamo fatto con l’Università delle generazioni. In passato abbiamo dato una pergamena ai pensionati. Tuttavia, devo dire, che ad Agnone l’esercizio della riconoscenza non è sentito e quasi tutto si ferma dopo la prima edizione. Ad ogni modo, la speranza è dura a morire. Per il Premione di Agnone, mi piacerebbe che continuasse ai più alti livelli, che desse il giusto merito a coloro i quali hanno dato un significativo contributo al territorio. Un premio più diffuso di quello che, per tanti motivi, non ha potuto assegnare l’Università delle Generazioni.

 

 

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