Premione di Agnone, un po’ di ringraziamenti per qualcosa di inaspettato

Agnone, 16 novembre.
È una giornata come le altre. Sono da poco passate le 9.30 e comincio a lavorare. Mentre il pc si carica, do uno sguardo al telefono. Ci sono svariati messaggi: è il mio compleanno.

In lista, vedo il nome di una collega. Il suo messaggio più o meno dice: “Tantissimi auguri e complimenti per il premio”. Rispondo: Quale premio?

Il pc è pronto, avvio outlook, apro l’agenda. La casella e-mail si sincronizza e vedo un comunicato di Mimmo Lanciano. Il collega, direttore dell’Università delle Generazioni, ci ha mandato una mail con un testo e svariate immagini tra cui intravedo il mio volto. Curioso: apro velocemente il testo e mi scopro vincitore del Premione di logo medaglione AGNONEAgnone, un riconoscimento che mi sono guadagnato lavorando al Caseificio Di Pasquo, azienda per la quale seguo la comunicazione. Inutile negare che ricevere il premio mi abbia fatto sentire onorato (e anche un po’ indegno, devo ammetterlo!) perciò ho deciso di commentare questa vittoria qui, a casa mia.

Era il 2011 quando vidi che due giovani colleghe (Adele Moauro e Adelina Zarlenga) erano state fregiate del riconoscimento. Non potetti fare a meno di chiedermi: chissà se un giorno potrò vincerlo anche io. Avevo dimenticato quel misto di curiosità e ambizione finché, qualche giorno fa, non ho incontrato Mimmo nel suo ufficio, dove ho ricevuto il medaglione e la pergamena. Lì improvvisamente tutto è tornato in mente e mi sono sentito fortunato, soddisfatto e sorpreso.

Fortunato perché sono riuscito a trovare un lavoro qui, dove voglio stare. Prima di terminare gli studi, ho avuto la rara fortuna di avere la chance di fare quello che volevo fare. Mi sono sentito soddisfatto perché ogni giorno mi sveglio sapendo che spenderò le mie energie per un’azienda che cura il suo territorio e che lo promuove. Molto spesso mi trovo a parlare del mio paese, di quest’area, a cercare di far conoscere queste colline sul nostro sito, sui nostri social network. Mi sono sentito sorpreso perché non pensavo di vincere quel premio, in particolar modo non ora che faccio comunicazione aziendale.

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Foto di Vittorio Labanca

Non posso perciò non dedicare due righe a questa azienda (e non è servilismo, ci tengo a precisarlo). Quando ho lasciato il giornale ero spaventato: 1) la mia routine si spezzava; 2) volevo cimentarmi nella comunicazione aziendale e temevo che mi sarei ridotto al mecenatismo. Poi ho cominciato al Caseificio e, devo dirlo, non è andata come temevo. Date uno sguardo al nostro blog e scoprirete che, si è vero, parliamo della vita aziendale ma c’è tanto (ma veramente tanto) sul nostro territorio. E perciò dico grazie a tutte quelle persone che mi invitano a raccontare Agnone, con le quali progettiamo articoli per spronare gli agnonesi e così via.

In ultimo (ma non per importanza) vorrei dire grazie a Mimmo. Grazie perché è un vulcano di idee, spunti che non si stanca mai di dare alla nostra comunità. Voglio dirgli grazie perché non si risparmia mai. Voglio dirgli grazie perché prova a fomentarci e a credere in noi. Voglio dirgli grazie anche per il premio, perché ha notato il lavoro che stiamo facendo io, Fabrizio, Mary e Giuseppe. E voglio dirgli grazie per aver seguito le attività che al Caseificio abbiamo portato avanti.

Vorrei dire altro (sono uno che parla e scrive tanto) ma mi fermo qui. Vi annoierei!

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