L’uomo che ascolta le 500, quindici storie per raccontare l’eroicità della vita quotidiana

Tanzj500Una buffo racconto su uno strano meccanico che “ascolta le 500” per ripararle e l’affascinante avventura di un uomo, Pasquale Marinelli, impegnato a consegnare una campana a Padre Pietro, un monaco finito addirittura tra le pagine del “The Economist”. Un’invettiva contro uno degli attori più  amati dall’Italia e una “Dichiarazione di scrittura”. Questi sono solo quattro dei contenuti raccolti nell’antologia edita da Tracce nel volume “L’uomo che ascoltava le 500”.

È Francesco Paolo Tanzj l’autore della variegata raccolta pubblicata nel 2014 dalla casa editrice pescarese. L’uomo, un professore di filosofia in un liceo di provincia, ha riunito nel volume ben quindici racconti, narrazioni che con una scrittura scorrevole ma, allo stesso tempo introspettiva, guidano il lettore alla conoscenza del passato e presente dei protagonisti di ogni singolo testo.

«Di gente strana c’è n’è tanta a questo mondo… E di storie incredibili anche» scrive Tanzj nella sua prima novella. Poche battute per far luce su uno dei temi principali dell’opera: storie che parlano del quotidiano, e dell’eroicitià della vita di tutti i giorni. Infatti, non esiste un aggettivo migliore per descrivere l’operato di Padre Pietro, protagonista di “La campana sotto la neve”, che nel corso degli anni costruì un eremo in cima ad un monte, lontano dal mondo; biografia, questa, riportata anche dal quotidiano statunitense “The economist”. È altresì eroica Milka che, sopravvissuta alle persecuzioni razziali, decide di tornare nel luogo in cui è stata prigioniera. È eroico il desiderio di trovare il tempo per continuare a dedicarsi alla scrittura, come fa il famoso Felice Del Vecchio in “Il destino delle idee”. Infine, è eroico  pensare di poter affrontare un lungo viaggio con una vecchia 500, come quella sulla quale viaggiava il Papa quando visitava gli USA.

È proprio questo quello che ricorre continuamente nel volume scritto dal filosofo e poeta romano (ma naturlizzato agnonese): la vita, la routine e la sopravvivenza a tutte quelle difficoltà  che ci rendono, tutti, dei super-umani. Perché, alla fine siamo questo, super-umani che vivono in «un universo di piccole e grandi storie, di piccole e grandi persone, di gente che fa sul serio e di quellidi sola apparenza,di mediocrità, sofferenza, genio e sregolatezza».

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