Camminando, osservando e sognando

Era una giornata stupenda domenica.
Ad Agnone già sembrava primavera ed era un peccato sprecare un pomeriggio così sereno così, anche se il tramonto era ormai prossimo, ho deciso di fare un giro con nel centro storico.

Cuffiette alle orecchie, macchina fotografica alla mano ho pensato di fare il turista e di “perdermi” nel groviglio del borgo, alla ricerca di tutti quei particolari che da cittadino non avevo mai notato. Come mio solito, quindi, mi sono concentrato sui portoni. Porta 1Ho scoperto che il nostro centro storico ha un’infinità di porte dalle forme e più svariate.

I visitatori, generalmente, restano stupiti osservando gli archi, le iscrizioni scolpite sul marmo oppure i curiosi battocchi. Io, invece, mi soffermo sempre ad osservare i portoni, con quel legno troppo spesso emaciato dal tempo, dalle nevicate, le gelide notti d’inverno. Pannelli che saranno pure marci ma che, un tempo, erano il sinonimo di “casa” per chiunque vivesse dietro quello spesso pannello. Chi di voi, dopo una lunga assenza dalla famiglia, non si è mai soffermato ad indugiare -per qualche attimo – davanti alla porta? Quella striscia divide il mondo di fuori, dalla famiglia. L’intimità dal pubblico e così via…

IMG_4928Ho provato a fare un salto nel passato, cercando di creare delle storie davanti a quegli ingressi. Mi sono chiesto chi ci avesse vissuto, chi avesse ruotato quel chiavistello chiamando “Mamma?” per vedere se ci fosse qualcuno in casa, magari dopo una giornata di lavoro. Ho osservato la struttura dell’edificio, realizzando che gli spazi erano davvero compressi prima. Pochi metri quadri per avere una stalletta, una cucina e qualche camera da letto. Il bagno, si sa, era un lusso.

Poi mi sono guardato intorno e ho pensato anche a quei sampietrini. Su quei cubetti, anni fa, passavano cavalli, asini e persone. Oggi a malapena qualche macchina. Il centro storico è disabitato ma conserva una sua anima, delle caratteristiche peculiari che, mi spiace, ma “Agnone nuova” ha perso. Il borgo è il borgo. IMG_4969

Non ho potuto perciò evitare di fantasticare, ipotizzando una seconda vita per quelle strade, immaginando tutte quelle finestre rotte e rovinate chiuse perfettamente da nuovi infissi che custodiscano tante giovani famiglie. Mi sono chiesto come sarebbe se strade come Corso Garibaldi, Vico Pepe, Via F.A. Marinelli “riaprissero” le porte ad una nuova generazione di agnonesi decisi a dare una seconda chance alla città, coetanei che si buttino nel commercio, nell’imprenditoria o nel libero professionismo.

IMG_4951Ho immaginato tutto questo perché ci credo, perché sono ottimista e, in tutta onestà, non credo che le grandi metropoli siano l’Eldorado. Non penso, purtroppo, che i miei amici troveranno vita facile a Milano. E non ritengo nemmeno giusto che orde di italiani lascino l’Italia, raggiungendo posti di cui non conoscono la lingua, la storia e la cultura. Lo ammetto mi è piaciuto sognare per quelle strade. L’ho fatto con consapevolezza anche ignorando la realtà, proprio come fa un turista, perché non c’è modo migliore per godersi la propria terra se non guardarla con occhi nuovi.

 

Altre foto disponibili qui.

 

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