Rudy Bandiera: «Puoi avere carisma anche in 140 caratteri»

Nel percorso formativo di tutti c’è sempre quel professore, quel mentore che ti cambia la vita, che ti da quel valore aggiunto, che ti fa scoprire di avere una marcia in più. Io, devo ammetterlo, negli anni ho avuto la fortuna di avere buoni insegnanti (ovviamente ci sono molte eccezioni!) che mi hanno dato molto, facendomi capire che le nozioni apprese non erano argomenti che avrei dovuto copiare dal libro e incollare nella memoria. Si trattava di concetti da metabolizzare. E così ho cercato di fare.

All’università le carte in tavola sono cambiate e questo processo, inaspettatamente, si è arenato. Tuttavia, la fortuna aiuta gli audaci: ho potuto continuare a vivere queste emozioni grazie al Festival del Giornalismo e ad alcuni libri che mi hanno fatto entrare in contatto con insegnanti da lode.

Tra questi c’è Rudy Bandiera, blogger, esperto di marketing e di digital carisma. A lui, credo, che dedicherò più di qualche pagina proprio per i motivi sopracitati. Ma, siccome il futuro è una cosa incerta, intanto vi rimetto qui di seguito le poche domande che gli ho fatto per una brevissima intervista.

Una delle massime più condivise da tutti gli esperti di personal branding, è quella di pubblicare i propri contenuti su un media del quale si è proprietari. Come hai detto tu stesso in un video dedicato alla nuova interazione tra Whatsapp e Facebook, “se non lo si paga, non lo si possiede. È lui che possiede te”. Mi chiedevo allora: perché pubblichi i tuoi video su Facebook?
E’ giustissimo pubblicare il contenuto su un media  che ti appartiene, l’ho sempre detto e continuo a ripeterlo, ma se su quel media non hai pubblico è anche del tutto inutile.
Quindi che fare? Il problema è che la centralità dei blog non è più tale e il blog sta diventando sempre di più una parte della comunicazione, un pezzo, non il pezzo centrale.
Non siamo più solo concentrati in una direzione ma si deve fare contenuto per OGNI media che decidiamo di presidiare.
Io faccio dei video che metto su Facebook, oppure su Youtube, poi li embeddo nel blog in modo da prendere il massimo da ogni canale.
Certamente dirai che YouTube o Vimeo non sono differenti ma non trovi che YouTube sia maggiormente accessibile anche a tutti gli utenti che non usano il social di Zuckerberg?
Youtube è, semplicemente, uno standard de facto. Non importa meglio o peggio ma quello che importa è la casalinga di Voghera. Se dico a mia mamma la parola Vimeo mi guarda strana, se le dico Youtube sa esattamente cos’è e come si usa.
Questa è la differenza, il resto sono chiacchiere.
Sei un esperto di digital carisma. Ma si può essere carismatici in
140 caratteri?
lo si può essere anche in 19, scrivendo condivide et impera per esempio.
Me lo dimostreresti con una risposta di 140 caratteri?
Certo! Il Web è un ambiente in cui 2 cose mancano ancora, l’abbraccio e lo spritz.

Sono domande casuali, random. Ma, un buon maestro è in grado di rispondere a tutto, anche a quesiti disordinati. E il buon Rudy, come vi avevo anticipato, non ne ha mancata una. Alla prossima intervista, prof!

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