Spotify: ad ogni brand la sua campagna

È tempo di statistiche, di chiusure di esercizi e di ringraziamenti. Dicembre non è solo il mese di Natale, dell’arrosto in famiglia e della tombola. Il dodicesimo mese dell’anno è anche il periodo in cui management aziendali tirano le somme su quanto è stato fatto, si potrebbe fare e – perché no – ne approfittano per ringraziare clienti, fornitori e quant’altro. Insomma: è la resa dei conti, in tutti i sensi.

È proprio in questa cornice che Spotify, una delle piattaforme di streming musicale più conosciute al mondo, ha emanato una campagna di ringraziamento insolita. “Grazie, 2016. È stato strano” recita il payoff della campagna che ha colpito esperti di marketing e ha attirato le simpatie dei consumatori.

La campagna outdoor (descritta dettagliatamente da Ninja Marketing) riporta con una seria di infografiche le curiosità dell’anno in via di conclusione. Ne sono un esempio i messaggi come: “Alla persona di NoLIta (quartiere nel borough di Manhattan) che ha iniziato ad ascoltare canzoni di Natale a giugno, davvero canticchierai fino alla fine?” oppure “A te che hai ascoltato “Sorry” ben 42 volte il giorno di San Valentino, che cosa hai fatto?“.

Quesiti diretti a singoli ascoltatori o a fasce di ascoltatori che hanno stupito per l’originalità. In effetti, c’è da ammetterlo, ma il team ideatore ha fatto davvero un lavoro eccellente tuttavia non possiamo non chiederci: ma se il brand Spotify fosse risultato un po’ più antipatico quali sarebbero stati gli effetti sortiti da un’idea così irriverente?

La compagnia sarebbe stata sicuramente accusata di violazione della privacy e gli users sarebbero insorti con messaggi che avrebbero imputato probabili colpe al colosso come violazione della privacy, mancanza di rispetto e quant’altro ancora.

Non c’è dubbio: il dipartimento marketing e comunicazione (che avrà sicuramente fatto teasing prima del lancio ufficiale) si è assunto un grosso rischio poiché la posta in gioco poteva era alta. Tuttavia la faccenda conferma una regola nota agli addetti ai lavori: ad ogni brand la sua campagna. Sembrerà ovvio ma non lo è…

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