Diario di bordo: fuori rotta a Sofia

C’è qualcuno che dice che la vita è tutto ciò che succede mentre aspettiamo che si avverino i nostri sogni, che si realizzino i nostri progetti. Non so dirvi se questa sia una realtà assoluta tuttavia posso assicurarvi che durante un viaggio le migliori esperienze si fanno quando si va fuori rotta, tra una tappa e l’altra.

La nostra vacanza a Sofia era cominciata solo da poche ore e già era un disastro. Uno di noi non era potuto partire poiché (per una serie di sfortunati eventi, non scritti da Lemony Snicket) aveva dimenticato nella borsa dell’ufficio la sua carta di identità. Eravamo riusciti a trovare una soluzione: fargli recapitare il documento e quindi permettergli di partire con un aereo destinato alla capitale bulgara, alle 6 di sera.

47d71562-77ee-4c0a-91ed-65cd593175b2Dunque: tre di noi erano già a Sofia, mentre l’ultimo samurai stava per arrivare.

Erano le 4 quando abbiamo deciso di studiare la mappa dei trasporti pubblici per raggiungere l’aeroporto, recuperare il nostro amico e portarlo in salvo (come l’antico vaso dello spot di Montenegro). Durante l’operazione, però, qualcosa è andato storto e abbiamo impiegato due ore per fare un percorso che, stando a quanto dicevano le mappe, sarebbe dovuto essere di circa 30 minuti. Una lunga camminata che ci ha condotti nel mezzo di parchi, ci ha fatto costeggiare la tangenziale, fatto infradiciare (perché nel frattempo nevicava abbondantemente) e insudiciare (quando uno spartineve è passato con la pala bassa schizzandoci tutta la poltiglia grigiastra che raccoglieva dal manto stradale).

Siamo arrivati in aeroporto sfiniti, bagnati e anche alquanto stizziti (per non dire scazzati) ma felici di prendere l’antico vaso – il nostro amico. Perciò, dopo aver messo in scena un buffo teatrino, fingendo di non vedere il ritardatario da circa 70 anni, abbiamo divorato un cornetto (pagato solo 25 centesimi di euro, perché – ricordate – costa tutto poco) e abbiamo detto che “no, non avremmo preso nessun mezzo pubblico. Avremmo fatto i ricchi e ci saremmo regalati il taxi”.

73c7306f-5adb-466b-96cb-aeef8e42ecc6Mentre uscivamo dall’aeroporto abbiamo cominciato ad incontrare tassisti sospetti che ci proponevano corse a prezzi esorbitanti dicendo che il nostro hotel distasse il triplo del reale chilometraggio. Non ce la siamo fatta fare e abbiamo proseguito. Fuori, nel piazzale ormai coperto di neve, siamo riusciti a fermare una macchina. Abbiamo chiesto informazioni e il simpatico signore ci ha detto: “Diciamo che il mio turno è finito ma salite su”.

Sono passati pochi secondi prima che cominciassimo a fare due chiacchiere con lui. Ci ha spiegato che la neve fosse abituale, che la città – tutto sommato – la vive con normalità, anche se avevamo avuto la fortuna di soggiornare a Sofia nella settimana più fredda dell’anno. Ci ha parlato del fatto che erano molti gli Italiani, soprattutto nei periodi più caldi, a scegliere la capitale come meta dei loro week-end; non sono mancate le informazioni turistiche: “provate le zuppe. Sono tutte buone perciò non posso consigliarvene nessuna in particolare. Provatele e lo scoprirete”.

A quel punto il sodalizio era fatto, l’amicizia c’era quindi mancavano solo le presentazioni. “Mi chiamo Jordan” ha detto l’uomo, che in un primo momento è sembrato incuriosito dalla domanda.  Poi, quando ha capito che era solo una domanda di cortesia:”Domani è il mio onomastico perciò non lavorerò e porterò la mia unnamedfamiglia in un ristorante” ha continuato a raccontare con il sorriso sulle labbra aggiungendo che avevamo scelto un buon hotel, vicino al centro e ai punti di interesse. Stavamo per arrivare quando Jordan ha deciso di regalarci una chicca, un consiglio – come si fa con i figli. “Scaricate Taxi Me. Non solo vi aiuta a trovare un taxi in pochi istanti ma vi dà anche dei prezzi agevolati perché è un’applicazione che in genere usano solo i cittadini perciò i colleghi non possono fare i furbetti”. Lo abbiamo ringraziato e, appena entrati in Hotel, abbiamo scaricato l’app.

È stato un pomeriggio intenso quello del 5 gennaio. Ci siamo bagnati, ci siamo stancati, per metri non abbiamo nemmeno parlato ma è stata un’avventura che sicuramente racconteremo così come parleremo del mitico Jordan.Sì! Uscire fuori rotta può essere divertente e va a finire che anche Hansel e Gretel lo abbiano detto, una volta tornati a casa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...